8 marzo - Giornata dei diritti delle donne

Per la Giornata inernazionale dei diritti della donna questo Istituto propone la lettura di una serie di documenti che testimoniano le violenze e le discriminazioni subite dalle donne e che, ancora oggi, non sono completamente superate.

Sono molte le vicende processuali a carico di Donne che rappresentano l'esito scontato di vite sfruttate e di miseria.

Si propongono all'attenzione degli Studiosi alcuni documenti che narrano alcune tristi storie: quella di Marina, di Caterina, di Filomena, di Vittoria vissute in piccoli centri delle nostre province, intorno al 1910; donne costrette a lavorare sin dalla prima adolescenza, svolgendo i mestieri più umili, e che, ad appena sedici anni subiscono l'abuso da adulti di sessanta anni, oppure donne lontane dai mariti (emigrati per lavorare in America) che partoriscono segretamente i figli nati da relazioni extra coniugali"allo scopo di salvare il proprio onore".

Accanto a questa tipologia documentaria, si propongono altri atti relativi alla scelta delle maestre "delle fanciulle" nel corso della prima metà dell'800, soli incarichi nei quali si poteva trovare la figura femminile.

Di seguito si trascrive il testo di una lettera che il Sotto Intendente di Monteleone U. de Simone scrive all'Intendente e che offre informazioni chiare sul ruolo della maestra dell'epoca. 

Monteleone 6 marzo 1830
Il Decurionato di questo Comune per l'elezione dlla nuova maestra delle fanciulle in rimpiazzo di D. Concetta de Gattis defunta propose in terna le Signore d. Genoeffa Pisani del fu d. Carlo di anni 31, d. Rachele Arone di D. Angelo di anni 37, e d. Concetta Orefice del fu D. Ignazio di anni 42.
Da minuti ed esatti informi presi sul conto di dette donne ho rilevato che tutt'e tre sono di buona condotta morale, politica, e religiosa, hanno il loro talento, e professano varie arti donnesche, ma che la terza merita la presenza in detta carica tanto per essere più avanzata di età, di edificanti costumi, che battè sempre la via della cristiana perfezione e vive lontana da qualunque incentivo del mondo, quanto perchè professa varie arti donnesche, legge perfettamente l'italiano ed il latino e conosce le regole principali dell'aritmetica. Premesso tutto ciò, e convenendo anche l'ordinario diocesano per detta Signora Orefice, esterno il mio avviso a favore della medesima per nuova maestra delle fanciulle. L'autorità sua poi risolverà quella che stimerà, ed intanto le compiego la cennata terna col certificato di affissione e defissione.
Il Sotto Intendente
U de Simone
 

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